Azione massonica e dominio ebraico. Come l’ebraismo militante tira i fili delle logge e influenza la politica europea

Considerata lo strumento dell’ebraismo militante, la Libera Muratoria continua ad essere la protagonista della politica europea, influenzando i parlamenti di tutto il continente

Si è spesso affermato, senza mostrare alcun riferimento bibliografico valido, che «l’ebraismo controlla la massoneria» e che, a sua volta, «la massoneria influenza la politica», senza però mai svelarne il meccanismo e le dinamiche in maniera chiara ed esaustiva. Di conseguenza, si è diffusa la convinzione (soprattutto fra i cosiddetti “conservatori responsabili”) secondo la quale, in realtà, massoneria ed ebraismo non avrebbero nulla a che fare con il potere politico, ma si tratterebbe piuttosto di una delle tante “teorie del complotto“, che, soprattutto in questi tempi, invadono le pagine del web. Ma è davvero così?

In internet, effettivamente, sono presenti decine di migliaia di scritti e articoli sulla massoneria e sull’ebraismo, ma ben pochi – se non nessuno – riportano le reali dinamiche connesse al potere politico in Italia e in Europa. Quasi tutti gli scritti, infatti, configurano i soliti stereotipi ebraico-massonici facendo leva sul sensazionalismo, senza mostrare alcuna dinamica di quel meccanismo occulto che, tramite la Libera Muratoria, influenza da decenni la politica dell’intero continente, compresa l’Italia.

Il presente scritto, nel suo piccolo, nasce dunque per colmare questa lacuna e approfondire, nella maniera più obiettiva possibile, il legame fra massoneria, ebraismo e potere politico.


Massoneria e democrazia

Poiché, stando alle parole dell’intellettuale tedesco Rudolf von Sebottendorff, «la democrazia è una creazione giudaica», ne consegue che il gioco elettorale, in ogni sua forma, è necessario all’ebraismo militante per conseguire i suoi obiettivi. E ciò avviene grazie all’operato della massoneria.

Secondo von Sebottendorff, infatti, «per regolamento, ogni uomo libero e irreprensibile può diventare membro della massoneria, in pratica però occorre anche essere abbienti», ossia influenti e benestanti. Ed è proprio «il reclutamento di accoliti in questi ambienti», ha spiegato von Sebottendorff, che consente «a Giuda di indirizzare i popoli [europei] ai suoi fini», sottomettendoli alla morale del Talmud.

A conferma di ciò, l’intellettuale Giovanni Bitelli, nell’opera La Biscia massonica, ha rivelato che «i candidati alle elezioni politiche», indipendentemente dalla corrente che rappresentano (sia essa «conservatrice, liberale, democratica, repubblicana, socialista»), vengono scelti «nelle logge massoniche, le quali, attraverso questa subdola alchimia», rimangono «padrone del governo statale, provinciale, municipale», sia che vincano «i rossi oppure i neri».

Attraverso questo «gioco elettorale», prosegue Bitelli, la «supremazia massonica» è «costantemente salva», e «i privilegi finanziari della banca e dell’industria» rimangono «in una botte di ferro», poiché la massoneria – ricorda l’intellettuale – «è manovrata dalla cricca ebraico-capitalista», ossia il Kahal, il Sinedrio Mondiale Ebraico.

«Noi [ebrei] dobbiamo favorire la democrazia ovunque e in tutti i modi possibili», ammise anni fa il giornale ebraico Judische Volksblatt. «Ma, nel medesimo tempo, dobbiamo operare con prudenza, poiché la massa non si deve accorgere che la democrazia è soltanto una tenda dietro la quale si nasconde Israele».


Massoneria ed ebraismo

Pertanto, sorge spontanea una domanda: in che modo l’ebraismo influenza la massoneria? Quali sono le dinamiche occulte che, nel tempo, hanno portato Israele ai vertici della piramide massonica, imponendo il proprio potere su tutte le democrazie europee?

Stando alle parole di Rudolf von Sebottendorff (il quale venne iniziato al Rito di Memphis, per poi prenderne le distanze poco dopo), il potere del Kahal è concentrato nelle mani dei membri dell’Ordine B’nai B’rith, «per i quali l’affiliazione alla massoneria, cui sono tenuti per potervi assumere quanto prima posizioni chiave ed incarichi direttivi, costituisce un obbligo inderogabile». È «prescritto», infatti, che «in tutte le logge d’Europa» (comprese quelle italiane) siano «presenti fratelli B’nai B’rith», i quali vengono «insigniti degli alti gradi», in modo tale da raggiungere i vertici delle logge massoniche e sottoporre l’intera Libera Muratoria «agli ordini emanati dal B’nai B’rith», che rappresenta «tutte le organizzazione giudaiche».

Nel tempo – spiega von Sebottendorff – si è così costituito una sorta di «”circolo interiore” alla massoneria», che «ne coordina l’esecuzione sul piano internazionale», esercitando un «potere immenso» nella politica europea. Motivo per cui, l’ex massone Francesco Gaeta, nell’opera Che cosa è la massoneria?, è arrivato a dichiarare che la Libera Muratoria – con tutte le associazioni ad essa legate – rappresenta «l’organo di conquista del mondo da parte degli ebrei, a danno ed a spese dei goym [i non ebrei]». Come dargli torto?!


Per concludere

Giunti alla conclusione, è ora pienamente convalidato il vecchio convincimento di Julius Streicher (editore del famigerato settimanale Der Stürmer) secondo il quale «l’ebreo non ha un partito proprio, egli è in tutti». E si potrebbe dire lo stesso del massone, il quale – come viene rammentato nell’opera La tradizione segreta – si avvicina alla Libera Muratoria «soltanto per scopi di personale avanzamento», essendo appunto la massoneria uno «strumento di sfruttamento e di dominio in mano a una casta di politicanti», la cosiddetta “casta del Kahal“.

«Abbiamo diffuso lo spirito di rivolta e il falso liberalismo tra le nazioni dei gentili così da persuaderli ad abbandonare la loro fede, tanto da farli vergognare di professare i precetti della loro religione e di obbedire ai Comandamenti della loro Chiesa», ha dichiarato un rappresentante del B’nai B’rith. «Abbiamo portato molti di loro a vantarsi di essere atei e, ancor di più, a gloriarsi di essere i discendenti della scimmia. Abbiamo dato loro nuove teorie, impossibili da realizzare, come il comunismo, l’anarchia e il socialismo, che ora stanno servendo al nostro scopo. Gli stupidi gentili li hanno accettati con grande entusiasmo, senza comprendere che quelle teorie sono nostre, e che costituiscono il nostro più potente strumento contro loro stessi».

È forse ancora valida l’antica espressione latina “homo homini lupus“?


Di Javier André Ziosi

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